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Speciale Elezioni

Elezioni politiche del 13 e 14 aprile
Contro l'astensionismo per un voto nel rispetto della Costituzione

"Si è aperta in questi giorni la campagna elettorale dopo lo scioglimento anticipato delle Camere, malgrado sembrasse esservi ampia convergenza nel giudicare la legge elettorale inadeguata ed anzi essa stessa all'origine - insieme ad altre cause di merito - della instabilità politica del Paese.
Stiamo attraversando una delicatissima crisi economica e sociale, caratterizzata, fra l'altro, dal manifestarsi, tra i cittadini, di una crescente insofferenza e allontanamento dalla politica e dai partiti. L'astensionismo elettorale rischia di diventare un fenomeno sempre più preoccupante, favorito anche dalla negativa influenza esercitata dai mezzi di informazione di massa e dalla frequenza con la quale le televisioni lanciano pericolosi messaggi e inviti a non recarsi alle urne.
La mancata riforma dell'attuale legge elettorale che nega ai cittadini la loro piena sovranità nella scelta dei propri rappresentanti, ha accentuato il distacco dell'elettorato dalle forze politiche.
Rimangono, quindi, del tutto aperti i problemi relativi al ripristino, con l'approvazione di una nuova legge della possibilità, per ognuno, di esprimere le preferenze sulla scheda elettorale e le questioni legate alla diminuzione dei costi della politica, all'adeguamento del numero dei rappresentanti, allo snellimento dell'apparato statale e pubblico ancora troppo burocratizzati.
Anche questi aspetti si legano strettamente alla capacità del sistema democratico di essere efficiente e di far sì che alle decisioni corrispondano non solo capacità operative, ma verifiche e controlli all'altezza dei complessi problemi del Paese e di quanti in Italia vivono e lavorano.
Anche su questi terreni si tratta di dare piena attuazione alla Costituzione, di cui quest'anno ricorre il 60° anniversario della sua entrata in vigore, dopo che gli Italiani hanno respinto, con il referendum del 2006, la controriforma del centro-destra.
L'ANPI non può certo partecipare alla campagna elettorale o fare dichiarazioni di voto.
Ma l'ANPI di Carpi chiede ai partiti:
- un impegno concreto e dichiarazioni esplicite di assunzione di responsabilità verso il rispetto e la piena attuazione della Costituzione, i cui stessi principi fondamentali rischiano di essere messi in discussione dalle forze della conservazione;
- la difesa e il rilancio dei valori della Resistenza e dell'antifascismo che rappresenta il principale valore laico e unificante nel quale si ritrova il tessuto di fondo del nostro sistema.
l'ANPI di Carpi invita infine gli elettori a recarsi al voto nelle elezioni politiche del 13 e 14 Aprile e a votare per quelle liste che si impegnino a difendere ed attuare la Costituzione repubblicana e i valori della Resistenza e dell'antifa-scismo".


Una scelta coraggiosa di Stefania Cogliani

Andrò a votare perché questa volta credo si tratti di qualcosa di più dell'esercizio di un diritto,credo che nella situazione alla quale siamo esposti,nel magma delle alleanze tra partiti,nello scollamento enorme tra i cittadini e gli organi dai quali dovrebbero sentirsi rappresentati,nel disinteresse per la cosa pubblica che mai è stato così denso nell'aria,anche andando a tentoni bisogna trovare il coraggio di orientarsi,di essere un sentiero se non si puo essere una strada maestra(come diceva una famosa frase di Martin Luther King).
Andare a votare non solo come diritto(quindi atto acquisito) ma anche come dovere civile e morale(quindi presa di posizione attiva nei confronti di una situazione che appare così difficile).
Credo che questa volta andò a votare con l'idea in testa di fare qualcosa di molto responsabile e coraggioso,forse persino "saggio",nel senso del superamento dello stadio dello sdegno o del cinismo che anima molti,e che mi aveva fatto accarezzare l'idea di non dare a nessun partito il mio voto.
Andrò a votare con la corazza,l'armatura di chi ha paura di essere ferito,ma ci andrò,perchè chiunque punti il dito lo fa da una posizione contro un'altra,ma pur sempre di posizione si tratta,una posizione che bisogna prendere,per non far scomparire quelle briciole di idee buone che ancora rimangono in potenza nei cassetti delle scrivanie dei politici,sperando che passino all' atto,prima o poi.

"La vita più breve e tormentata sarà quella di coloro che dimenticano il passato,trascurano il presente e temono il futuro"
Seneca(62 d.C.)

LA SCELTA PIU' DIFFICILE di Andrea Santoiemma

Ci avviamo verso un futuro assai poco chiaro.
Oggi è difficile dire cosa si prospetta. Capisco infatti l'incertezza di tutti nell'andare ad un voto in cui per la prima vota non bisogna votare contro, ma per. Dico che è difficile perchè i programmi"per" sono quasi tutti vaghi e spesso qualunquisti.
Ma l'odio verso certe forme di di potere, non parlo di politica, ci spingono spesso al nichilismo, alla volontà di astenerci rinunciando al diritto più importante, a quella forma di espressione che nel bene e nel male ha plasmato il concetto di democrazia a ha dato ad essa forma e sostanza. Non possiamo chiuderci nel lamento, piangere la mancanza di un'operazione programmatica seria, la mancanza di un sistema trasparente. Se è vero che molti politici sono ladri, corrotti, non è vero che il paese non ha bisogno di politica.
Perchè "Politica" è quella che facciamo noi ogni giorno, all'interno di un'associazione, nel volontariato, difendendo e diffondendo le nostre idee, il nostro conceto di democrazia. La politica non deve e non può morire. Non deve e non può perchè senza di essa perderemo anche quel filo di voce, quella passione, quella volontà di cambiamento che ha spinto e spinge tanti italiani a lottare per i propri diritti.
Ed è in un momento tanto difficile, tanto sofferto, in un momento dove tutto sembra oscuro e torbido,che noi tutti dobbiamo prendere la decisione più difficile, cioè quella di partecipare. Dobbiamo guardare il nostro paese e scegliere. Scegliere chi tra coloro che ci si presentano di fronte può essere più affidabile, chi è più vicino a noi. E poi continuare a lottare. Mettere una croce e poi rifuggire la politica non basta più, anche se è doveroso votare. Dobbiamo partecipare e pretendere programmi precisi, dobbiamo pretendere la rappresentanza e lottare ogni giorno per essere rappresentati.
Non mi interessa per chi votate, ma votate per coloro che più rispecchiano le vostre idee, senza paure di voto utile o meno. Basta col dire che il proprio voto non conta. Non conta nulla chi sta a casa, non rappresenta nulla perchè non dice niente, anche se ne capisco le sofferenze e le motivazioni.
Votiamo e votiamo per chi ci propone la difesa dei diritti dei lavoratori, la difesa dalla precarietà, il diritto a costruirci una famiglia. Votiamo perchè non siano i soliti poteri a decidere tutto per noi , perchè non sia la Chiesa a dirci come pensare e Confindustria a stilare i programmi. Votiamo perchè non basta dire di essere antifascisti se non si difendono i diritti dei più deboli nella sostanza.
E dal 15 Aprile, a prescindere da chi vincerà, impegnamoci per dare il nostro contributo. Non si può piangere perchè la politica è malata se poi si rimane inattivi ed indifferenti.
Partecipiamo perchè tra 5 anni non ci si debba turare il naso ancora una volta. E vi assicuro, se è difficile ottenere risultati, non è impossibile lottare. Anzi, è semplicemente nostro dovere.

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